AMABILINA, Prof. RUBINO e MAURIZIO ricordano Don Camillo Protto

AMABILINA GIRIBALDI                                               DAL DIARIO DI UNA MAMMA

RCORDANDO DON CAMILLO

Chi era Don Camillo!Innanzi tutto un “Sacerdote”, un “Parroco”, nel vero senso della parola. Anche se a qualcuno poteva dare fastidio, non c’è da stupirsi, succede in tutte le parrocchie, per noi tutti era “il confidente,l’amico, il papà, lui comprendeva tutto, perdonava tutto. Anche lui “Langhetto come noi, capiva i problemi della sua gente. Quante volte imprestò la sua macchina ai giovani che magari avevano avuto qualche difficoltà, senza chiedere nulla di privato! A lui bastava aiutare chi aveva, in quel momento, bisogno di aiuto. E’ stato Parroco a Lequio per circa 12 anni, ma è stato un periodo diverso, un po’ sconvolgente all’inizio, non eravamo abituati a dare del “tu” al Parroco, ma lui ha abituato così i nostri giovani. C’erano le prove di canto, si caricava i giovani e le giovani che non avevano mezzi di trasporto sulla vecchia “Wolkswagen” fino a riempirla all’inverosimile. E i Campi Scuola di Cesana! Quanti bei ricordi hanno le nostre figlie! Le portava lui personalmente, andava a riprenderle, una volta lasciò la sua giacca a vento perche non avessero freddo. Quante belle gite divertenti abbiamo fatto con lui! Il  nostro “Don” si vestiva normalmente come uno di noi e quando era l’ora del Pic nic si avvicinava un po’ all’uno e un po’ ad un altro, per non fare preferenze e mangiava così con noi di quello che c’era, così ridendo e scherzando. Una volta eravamo in gita ad un Santuario, venne l’ora del pranzo, una signora invitò Don Camillo a mangiare il pollo arrosto comprato ad Alba il giorno prima, però quando aprì il pacchetto, invece del pollo c’era un bel pezzo di bollito crudo! Qualcuno aveva scambiato i pacchetti nel frigo! E giù a ridere come pazzi.Se c’era qualcuno che si allontanava dal gruppo, il Don faceva una delle sue solite “chiamate: <Turna n’dré berru!> Nessuno si offendeva, era solo un pretesto per una risata. Sembrava un contadinotto, ma era colto e intelligente. Sapeva sbrogliare qualunque situazione ingarbugliata. In quel periodo si faceva la Catechesi nelle famiglie, e al termine di ogni anno in una famiglia diversa, si celebrava la Messa. Poi si faceva festa con dolci e un buon bicchiere di vino. Se a lui una cosa pareva giusta, pur di far del bene "disubbidiva” anche al Vescovo!, aveva un bel carattere ma forte e deciso. Aveva un bel timbro di voce ed era bello sentirlo cantare. Peccato che ci ha lasciato troppo presto. All’inizio nessuno ci credeva, fu un trauma per tutto il paese. Sicuramente si ricorda di noi da lassù!

Maurizio Saglietti

Ricordo Don Camillo come se fosse in un sogno. La domenica mattina uscivo insieme a degli amichetti per andare a messa ad Arguello, lui passava con il suo Maggiolone e ci dava un passaggio...

Una persona gentile, affabile, sempre pronta ad un sorriso e ad una parola giusta. Faceva sentire tutti a proprio agio.

Natale Rubino

Fu un carissimo collega nella scuola media di Bossolasco e Lequio. Mancò l’anno successivo al mio trasferimento in Liguria. Un amico in ogni senso. Mai pedante dal punto di vista religioso, sapeva applicare il suo sacerdozio nell’esempio costante.

Un vizietto lo aveva, fumava molto.

L’amico di tutti, per restare con i colleghi oltre il servizio, non disdegnava di unirsi a noi nelle cenette ricorrenti e, udite udite, (eravamo giovani ed esuberanti) una sera venne con noi a terminare la serata e il dopocena a Bra, in una discoteca (Macabre, se ricordo bene). Usava, al tempo, consacrare nelle famiglie seduti intorno alla tavola, aderente all’ultima cena.

Aveva problemi di salute di cui preferiva tacere.

Giunse ad usare infine anche la bicicletta in via terapeutica.

Gli abbiamo voluto bene, ma non quanto lui ne abbia voluto a noi.

Ciao Don, stasera nel menzionarti mi hai ringiovanito. Grazie per essere esistito!

Albaretto, san Sebastiano; Cerretto, santissima Annunziata e Madonna di Loreto; Montelupo, Maria Vergine Assunta.

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